Cronaca di angri

Lapidi rimosse - Arrivano gli esposti in Procura e Prefettura

Una situazione paradossale che avrebbe evidenziato incertezze, scollamento tra politica e uffici, iter amministrativi non ultimati, delibere commissariali mai annullate e ne attuate. Una storia strana fatta di “lapidi stradali” montate e poi rimosse. Adesso la questione ritorna attuale con gli esposti presentati dal presidente dell'Associazione Panacea, Giovanni Rossi, alla Prefettura di Salerno e alla Procura di Nocera Inferiore.


Il presidente Gianni Rossi chiede alla Procura di "verificare se nei fatti ricorrano ipotesi di reato, ed in particolare se sussistano le responsabilità per l’eventuale omissione in atti d’Ufficio o per altro costituente notizia di reato, dal 2010 ad oggi, scaturente da tale contegno omissivo, dell’Ente Comune di Angri in persona del Sindaco p.t., di cui agli atti demandati nel deliberato del Commissario Straordinario, N.9 del 13.01.2010, reso esecutivo il 18 gennaio 2010".

Al Prefetto viene richiesto "di intervenire affinché vengano adottate dal Comune di Angri in persona del Sindaco p.t. le indispensabili misure atte a garantire il completamento, anche parziale, dell’iter procedurale amministrativo del deliberato Commissariale N. 9/2010, nonché la riallocazione delle antescritte tre lapidi viarie, previa autorizzazione prefettizia di attribuzione della singola denominazione/intitolazione a nuova strada (Largo Palio Storico) e della singola variazione/rettifica del nome di quella già esistente (da Via Giovanni Zurlo a Via Giovanni Zurolo), così come disposto, recepito ed approvato con la deliberazione del Commissario Straordinario, Dott. Bruno Pezzuto, N. 9 del 13 gennaio 2010, resa esecutiva il 18 gennaio 2010".

La Storia

Nel 2009 Angri fu Commissariata dopo la fine dell'Amministrazione Mazzola, con il vice prefetto Bruno Pezzuto, il quale nella sua gestione ordinaria dell'Ente, con DELIBERA 60 10delibera n. 60 del 28 maggio del 2009, nominava la COMMISSIONE 20Commissione toponomastica cittadina” da lui presieduta. Difatti furono attuati i lavori di aggiornamento della toponomastica stradale (nuove intitolazioni, correzioni dei toponimi esistenti, ecc.) di Angri, con approvazione del “Nuovo stradario comunale”. Con DELIBERA 9 20delibera n. 9 del 13 gennaio 2010, il Commissario provvide all'aggiornamento di tale toponomastica. Un lavoro di ricerca basato su documenti in copia legale corredate da fonti storico-bibliografiche sia primarie che secondarie. Furono prodotti ben quattro copiosi allegati (A-B-C-D) comprendenti schede tecniche e grafici planimetrici onde poter allocare le lapidi viarie, unitamente alle lastre, in pietra lavica, recanti gli stemmi o blasoni degli antichi Borghi e Casali di Angri. Un lavoro molto accurato avvenuto tra l’altro “a costo zero” per l'Ente. Nella delibera n. 9 il Commissario, ad ultimazione dei lavori della Commissione, ordinava all'ufficio tecnico comunale di provvedere a tutti gli adempimenti connessi e consequenziali all'aggiornamento della toponomastica stradale e della numerazione civica. Ordinava altresì all'ufficio e/o all'Ente, di trasmettere copia al Ministero dell'Interno, alla Prefettura di Salerno e all'Istat, per la relativa approvazione (gg. 30). Le nuove intitolazioni stradali erano 28, mentre i toponimi da sostituire 3 e quelli da correggere 26.

Intanto sale al governo della città l'Amministrazione Mauri e come di prassi nomina le varie Commissioni, tra cui quella della toponomastica, revocando la delibera Commissariale  n. 60 del 28 maggio del 2009, mantenendo in essere la numero 9, intorno alla quale si è sviluppata la vicenda delle lapidi stradali rimosse. Nel frattempo si doveva effettuare il censimento della popolazione e dunque un contemporaneo aggiornamento della toponomastica, avrebbe reso complicato i rilevamenti statistici.
La questione toponomastica è ritornata attuale con l'istituzionalizzazione del “Palio Storico Città di Angri” a cura dell' attuale Amministrazione Ferraioli. Da ricordare che il 21 settembre del 2015 un’istanza dell'associazione locale “Panacea”, il cui presidente (già membro della commissione toponomastica commissariale) chiedeva al Sindaco l'ottemperanza della delibera 9 del 13 gennaio 2010, resa esecutiva il 18.01.2010. Un’istanza che sarebbe rimasta senza risposta. Successivamente veniva nominata la Commissione tecnico-storica, con delibera n. 237 del 12 novembre 2015, per costituire il Disciplinare per le parate medievali e le rievocazioni storiche legate agli eventi del 1421-25 e del 1428-36 che compongono in tali quadri rievocativi il “Palio Storico Città di Angri”. Al termine dei lavori la Commissione provvedeva alla stesura del Disciplinare con tutti gli allegati, documenti che costituiscono le PLATEA1 20 PLATEA2 20 fonti documentali essenziali che provano senza alcun dubbio, l'esistenza degli eventi unitamente alla correzione del toponimo, ovvero del cognome del feudatario (Giovanni Zurolo), a cui ruota intorno tutta la manifestazione storico-rievocativa. L'Ente infine approva il Disciplinare con delibera di Consiglio. In particolare, a pagina 11 del Disciplinare, disciplinare 20 nell’articolo 8, si dispone che l'Ente provvede all'esecuzione dei lavori, come da delibera Commissariale n. 9 del 13 gennaio 2010’’, confermando l'esecutività dell'atto amministrativo. In occasione del Palio Storico, edizione 2016, viene composta la “Deputazione” che riceve incarico verbale, trascritto e formalizzato (trascritto a verbale) nel registro della Deputazione. L'Amministrazione comunale procedeva all'allocazione delle lapidi, di cui Lapide 2 500 30 Lapide 3 500 30 due in via Zurolo, eLapide 4 500 30 una a “Largo Palio Storico”, oltre alle 12 lapidi in pietra lavica che rievocano gli antichi Borghi e Casali di Angri, dopo una verifica tecnica da parte dei preposti uffici con l'elaborazione di schede. Il 16 novembre 2016 l'Ente  provvedeva alla rimozione di 3 lapidi stradali.

Una vicenda a cui va destinata la seguente citazione:

“i nomi antichi delle strade sono come tanti titoli de’ capitoli della Storia delle città, e vanno perciò mantenuti [in modo corretto], quali monumenti storici del presente”. Gino Doria.
 


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