Cultura & Società

Il volontariato, forza propulsiva della ricerca scientifica per la medicina

Ricerca scientifica, intelligenza artificiale e innovazione per la competitività sono le chiavi di volta dell’industria 4.0 con capacità forte di catalizzazione di investimenti economici di ampio respiro e strutturalmente programmati, sia dei grandi gruppi e holding dell’imprenditoria privata sia pubblici, per l’immediatezza delle ricadute sociali sugli assetti produttivi e dell’economia reale degli Stati e nella realtà dei popoli. Sono -questi- alcuni degli elementi che connotano le dinamiche della società globalizzata. Di misura largamente inferiore sono, invece, la portata e la caratura degli investimenti destinati alla basilare correlazione che corre tra la ricerca scientifica e la medicina, binomio inscindibile al servizio della comun salute e dell’umanità. Una missione di progresso e d’incivilimento che, pur nella limitatezza delle risorse disponibili, fa registrare passaggi significativi nei campi di tutte le più complesse patologie con idonee risposte terapeutiche, sia per le malattie genetiche e rare sia per le neoplasie. E proprio i percorsi a frontiere aperte ed universali che segue la comunità scientifica e medica internazionale, sono stati al centro del Focus- incentrato sul tema “Il potere della ricerca scientifica è nelle nostre mani” con puro ed esclusivo intento divulgativo e informativo- nel Circolo L’Incontro, in coincidenza con l’apertura nei locali di via Luigi Napolitano di casa-Telethon, così com’è attiva sia a Mugnano del Cardinale, con il dinamico gruppo di giovani, coordinato da Stefania Divisato che ad Avella, con il gruppo storico degli Scout, animato da Pasquale Loiola e Maria Rosaria Cassese, a cui si rapportano le iniziative di Mela, l’associazione presieduta da Riccardo D’Avanzo e la Consulta delle associazioni, guidata da Serena Bianco.  


LA CIRCOLARITA’ DELLE CONOSCENZE E LE MALATTIE IGNOTE PRIVE DI DIAGNOSI

Un Focus partecipato, a cui hanno fatto da filo conduttore la rivisitazione storica e la missione umanitaria della Fondazione Telethon nel promuovere in Italia dal 1990 la ricerca per lo sviluppo delle terapie delle malattie rare e genetiche, sulla scia dell’esperienze degli Stati Uniti d’America in atto dagli anni ’60 del secolo scorso. Un progetto di alto profilo che si alimenta, prende forma e sostanza grazie allo spirito solidale del volontariato civico a supporto della qualità della ricerca, di cui i Laboratori del Tigem operativi, a Pozzuoli, con la coordinazione dello scienziato Andrea Ballabio, sono una testimonianza concreta. Un ventagliio di punti tematici -questa- su cui si soffermava con ampiezza di concetti, grazie alle sequenze in powerpoint e schede statistiche, Agostino Annunziata, responsabile della delegazione dei volontari di Telethon delle provincie di Avellino e Benevento, tra le più attive nel territorio regionale della Campania per le campagne di sensibilizzazione a sostegno della missione di Telethon. Una missione, che risponde alla visione di un mondo, in cui il valore della compiutezza della vita è bene primario.

Sotto questo profilo, Annunziata evidenziata la circolarità delle conoscenze di cui si fanno portatori e interpreti i ricercatori e i clinici di tutto il mondo. Altri dettagli permettevano ad Agostino Annunziata di sottolineare la complessità della ricerca per dare risposte alle malattie rare e ignote per l’impossibilità di definirne la diagnosi; diagnosi, che può arrivare dopo anni, anzi decenni di metodica applicazione proprio dei ricercatori che fanno sistema nella circolarità delle conoscenze.            

IL CANCRO MALATTIA DEL GENOMA. LE RISPOSTE DEI FARMACI GENETICI       

            Di calda passione, le riflessioni di Giovanni De Luca, coordinatore nell’area nolana delle attività dell’Unione italiana della lotta alla distrofia muscolare; riflessioni personali di chi fino ai 18 anni ha vissuto intensamente la vita di studio e dello sport come tutti i giovani, prima risultare affetto dalla distrofia muscolare. Un doppio registro di esperienze, per il quale è impegnato in modo proficuo e coinvolgente a favore della missione di Telethon e delle iniziative dell’ Uildm, tra cui quella importante e andata a buon fine per l’abbattimento della barriere architettoniche di accesso agli esercizi commerciali e luoghi pubblici, grazie al sostegno delle civiche amministrazioni di Pomigliano d’Arco,Cicciano, Nola e San Paolo Bel Sito  

I fili delle conclusioni componevano - con limpida linearità espressiva di linguaggio e piena padronanza argomentativa- l’intervento dalla neo-dottoressa Teresa Milite, che ha conseguito un mese fa circa la Laurea magistrale in Medicina con 110 e lode all’Università “La Sapienza”, a Roma, sviluppando un’interessante tesi sperimentale proprio nell’ambito delle neoplasie, malattie multifattoriali; malattie, sulle quali la ricerca scientifica ha compiuto nell’arco degli ultimi venti anni progressi notevoli, approdando alla definizione di protocolli terapeutici, che ne permettono significativi controlli e cure, spesso dando la guarigione soprattutto se diagnosticate nelle fasi precoci. Ripercorso in rapidi excursus storici la presenza delle neoplasie tumorali nelle antiche società, segnatamente in Egitto e Persia, la dottoressa Milite   dava risalto alle nuove strategie per le cure tumorali. “La linea di svolta-affermava, riferendosi all’importante lavoro di ricerca e sperimentazione compiuto al Policlinico Umberto I, a Roma- si è registrata con l’opportunità di intervenire su specifiche varianti genetiche che differenziano, ad esempio e in particolare, diversi tipi di colon carcinoma, neoplasia, che insieme con le malattie cardiovascolari, non solo è tra le più traumatiche e devastanti, ma anche causa di morte”.

“E tutto ciò- puntualizzava ancora- è l’effetto del dato acquisito da ricercatori e clinici della comunità scientifica internazionale, per la quale il cancro è una malattia del genoma”. Altri passaggi dell’intervento della dottoressa Teresa Milite rappresentavano la condizione di pazienti con specifiche alterazioni dell’assetto molecolare curati con farmaci a bersaglio molecolare, che, legando i ricettori esposti al tumore, ne bloccano i meccanismi di promozione e crescita. Un richiamo particolare era incentrato- restando nell’ambito dell’attività al Policlicinico romano- sulle condizioni di pazienti difficili, non responsivi al trattamento convenzionale, ma curati con Tas-102, uno di quei farmaci genetici che agiscono su specifiche mutazioni del Dna tumorale, hanno fatto registrare interessanti e proficui riscontri terapeutici segnatamente per i tipi più aggressivi di colon carcinoma. Un orizzonte di speranza, che genera la ricerca scientifica e i suoi esiti farmacologici. Uno scenario di tanto mattoni e … mattoncini alla cui formazione concorre Telethon. E non solo, ma insieme con tutti le altre associazioni e strutture di volontariato laico o religioso che vivono e operano per la stessa missione.


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