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''Fire'' - Giuseppe Zito, riscoperta di un eroe

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Spesso le storie che ci cambiano la vita nascono per caso. Ed è proprio per un caso che nel 2009 nacque tutto quanto. Erano i primi di marzo e, come accade sempre in questo periodo, la notizia storica che appariva sui giornali e in rete era quella risalente al 1908 quando, nella fabbrica Cotton di New York, il proprietario, un certo Mr. Johnson, decise di appiccare il fuoco alla fabbrica stessa chiudendo le operaie per punirle in seguito ad uno sciopero che queste avrebbero organizzato alcuni giorni prima. Le poverette, sempre secondo quella storia, sarebbero tutte morte bruciate in seguito a questo atto crudele. Da questo episodio sarebbe nata la manifestazione dell’8 marzo, ovvero la Giornata Internazionale delle Donne. Ma di questa triste vicenda non c’erano altri approfondimenti. Difatti il tutto si limitava a queste poche righe che comparivano ovunque con lo stesso breve contenuto. Ed è allora che ho deciso di approfondire e vedere se esisteva altro materiale disponibile che potesse far luce su questa vicenda. Come ogni ricercatore moderno mi sono quindi affidato alla fonte più vasta che oggi abbiamo a disposizione, ovvero il web. Ho iniziato a navigare su siti americani, alla ricerca di qualche traccia, foto o articolo che potesse aiutarmi, ma dopo diversi giorni di lavoro, non riuscii a trovare niente, constatando infine che quello della Cotton e di Mr. Johnson erano in realtà un falso storico, una notizia che venne fatta circolare all’epoca e che purtroppo ancora permane nella memoria di molti italiani. Insomma, tutto il lavoro svolto nei giorni precedenti sembrava perdersi nel vuoto,fino al momento in cui comparve, sullo schermo del mio computer, un nome che non avevo mai sentito: Triangle Waist Company. Questa fabbrica, realmente esistita, era difatti stata teatro di una vicenda nel 1911, per l’esattezza il 25 marzo, in cui un incendio avrebbe spezzato la vita di ben 146 persone, di cui 129 donne provenienti dall’Italia, dalla Romania, dalla Russia e da altri paesi dell’Europa dell’est. Da quel momento si è aperta finalmente una breccia di luce nella mia ricerca, che si è fatta sempre più intensa. Volevo cercare ancora notizie e materiale che mi aiutassero a capire di più. Continuando le ricerche, nel 2012 sono entrato in contatto con Jane Fazio-Villeda, discendente di Giuseppe Zito, un italiano che, come tanti suoi connazionali all’epoca, partì dal proprio paese (Serre, in provincia di Salerno) per andare a cercare fortuna in America e che trovò lavoro come addetto all’ascensore proprio alla Triangle di New York. Nel 2013 ho conosciuto Michael Hirsch, un ricercatore che ha dato un grande contributo alla ricerca del Triangle Fire, il quale mi ha fornito tanto materiale su fatti e persone coinvolte nell’incendio. Sempre in quel periodo ho scoperto che un’associazione, la Remember The Triangle Fire Coalition, il 25 marzo di ogni anno, a New York, celebra una commemorazione della tragedia del Triangle Fire sotto il Brown Building, il palazzo che all’epoca dell’incendio si chiamava Asch Building e che ospitava negli ultimi tre piani la fabbrica Triangle. A capo della Remember The Triangle Fire Coalition c’era allora Serphin Maltese, ex-senatore di New York, discendente di tre vittime dell’incendio. Serphin mi ha fatto entrare in contatto con gli altri discendenti delle vittime del Triangle Fire e mi ha aiutato nella ricerca di foto, documenti e fatti storici. E’ stato allora che ho deciso di creare il Triangle Fire Project Italia, il primo e unico portale esistente in Italia interamente dedicato a questa vicenda purtroppo ancora poco conosciuta nel nostro paese.

Fire3Due anni prima, ovvero nel 2011, essendo attore e regista, avevo già portato in scena con la mia associazione Teatro delle Muse, un progetto-spettacolo su questa vicenda, intitolato “La fabbrica maledetta”, che ho creato in collaborazione con il gruppo di danza dell’associazione Totemaju diretto dalla coreografa e regista Ester D’Argenio. In seguito, quel progetto è diventato uno spettacolo vero e proprio, il testo è stato riadattato per soli due attori e si è ampliato col nuovo materiale che stavo reperendo grazie ai miei contatti oltreoceano.

Anche il titolo non è più lo stesso; si è trasformato in “Fire!”, la parola che molte di quelle operaie gridarono quel giorno mentre la fabbrica bruciava. Lo spettacolo, in cui interpreto Giuseppe Zito, vede al mio fianco la bravissima attrice, nonché grande amica, Sara Guasti, che interpreta Vincenza Pinello, una delle operaie. E’ un lavoro a 4 mani, perché Sara mi aiuta anche nella regia inserendo sempre idee personali molto creative.

Fire1In tutti questi anni di ricerca continua, che non si ferma neanche oggi, sono state tante le belle soddisfazioni che ho avuto, come quella di aiutare a far conoscere la storia della Triangle e di Giuseppe Zito ai suoi discendenti che abitano ancora a Serre. Loro non sapevano niente della vicenda della Triangle, né di essere i discendenti di un eroe. Li ho incontrati durante l’estate del 2015, quando mi sono recato a Serre per visitare la città dove era nato Zito e provare l’emozione di camminare per le stesse vie che lui, più di cento anni fa aveva percorso chissà quante volte guardando la sua amata città che poi avrebbe dovuto abbandonare per sempre. Pochi mesi fa, sono stato contattato da una persona che mi ha chiesto di fornirgli la biografia di Giuseppe Zito affinché potesse essere inviata al Prefetto di Salerno per avviare le pratiche per l’intitolazione di una strada a Serre in onore di Zito, che sarà chiamata Vicolo Giuseppe Zito.

Altra bella emozione.

Zito infatti, quel giorno tragico, insieme al collega Gaspare Mortillaro, salvò la vita di tante persone facendo numerosi viaggi con l’ascensore. Per questo atto eroico venne decorato con medaglie al valore, ed è tuttora ricordato in America come l’eroe del Triangle Fire. Insomma, fa piacere sapere che il mio lungo lavoro di ricerca abbia potuto offrire tante opportunità a persone che non avrebbero mai conosciuto questa vicenda e soprattutto di avere dei parenti in America (è quello che è accaduto ai discendenti di Zito a Serre, che non sapevano di Jane Fazio-Villeda, loro parente residente a New York).

A distanza di più di 100 anni questastoria torna alla luce. Finalmente.


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